- L'archivio contiene 1 lettera di Leonardo Spagnoletto
PRESENTAZIONE
Di anni 65. Nato il 7 febbraio 1879 a Roma ed ivi residente. Sposato. Di professione commerciante. Confinato nel ghetto ebraico della capitale, riesce a scampare alla grande retata del 16 ottobre 1943 rifugiandosi all’interno della basilica di San Paolo Fuori le Mura assieme ai figli Aurelio, Ezio e Mario, al nipote Leonardo e al genero Michele Ezio Spizzichino. Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 1944 tuttavia, i fascisti, guidati da Pietro Koch e dal questore Pietro Caruso, violano la sovranità vaticana sulla zona (stabilita nei Patti Lateranensi) ed irrompono nella chiesa, arrestando tutti gli ebrei che vi hanno trovato asilo. Anche Leonardo Spagnoletto viene inizialmente condotto nel penitenziario di Regina Coeli, ma in virtù della sua età viene escluso dal gruppo di coloro che sono destinati alla deportazione. La sua ferma volontà di condividere il destino dei parenti però, fa sì che anch’egli venga tradotto al campo di concentramento di Fossoli (Carpi, MO). Trasferito temporaneamente all’ospedale di Verona, viene inviato al lager di Auschwitz con il convoglio del 26 giugno 1944. Al suo arrivo in Polonia, quattro giorni dopo, viene riconosciuto inabile al lavoro ed ucciso all’interno della camera a gas.
DATI ANAGRAFICI
Età | 65 anni |
Genere | Maschio |
Stato civile | Coniugato |
Data di nascita | 7/2/1879 |
Luogo di nascita | Roma |
Residenza | Roma |
Data di morte: | 30/6/1944 |
Nazione di morte: | Polonia |
Luogo di morte: | Lager di Auschwitz |
Categoria professionale | Industriali, commercianti |
Professione | Commerciante |
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ATTIVITÀ NELLA RESISTENZA
Tipologia del condannato: | Deportato |
Motivo della deportazione: | Razziale |
Luogo della deportazione: | Fossoli, poi Auschwitz |
Condizione al momento della morte: | Deportato |
Descrizione della circostanza della morte: | Rifugiatosi con alcuni familiari nella basilica di San Paolo Fuori le Mura (Roma), è arrestato malgrado il territorio della chiesa non sia sotto la giurisdizione delle forze militari della RSI e dell'occupante tedesco. Incarcerato a Regina Coeli, viene inizialmente escluso dall'internamento a causa della sua età. La sua ferma volontà di condividere il destino dei parenti lo condurrà prima a Fossoli, poi ad Auschwitz. Al suo arrivo in Polonia, il 30 giugno 1944, è ucciso nella camera a gas. |
BIBLIOGRAFIA
- Violata immunità del monastero di San Paolo in "Civiltà Cattolica" quaderno 2249, 4 marzo 1944, pp. 323-325
- Mimmo Franzinelli (a cura di) Ultime lettere dei condannati a morte e di deportati della Resistenza. 1943-1945, Milano, Mondadori, 2005, pp. 317-318
- Liliana Picciotto Fargion Il libro della memoria. Gli Ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), Milano, Mursia, 1991 (nuova ed. 2002), p. 561
COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA
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Lettera a Figli, scritta in data 29-05-1944
Località di stesura: Verona
Stato del documento: copia
La lettera è conservata presso: Archivio Yad Vashem - The Holocaust Martyrs’ and Heroes’ Remembrance Authority, Gerusalemme (Israele)
Alla sedicesima riga della seconda facciata i puntini di sospensione celano un nominativo omesso per volontà dei famigliari di Leonardo Spagnoletto.