- L'archivio contiene 1 lettera di Aldo Pezzato
PRESENTAZIONE
Di anni 18. Nato a Napoli il 25 agosto 1925 ed ivi residente, sfolla con la famiglia a San Salvatore Telesino (BN) per sfuggire ai pericoli della guerra. Attivo nell’organizzazione di Azione cattolica, dopo l’armistizio viene rastrellato dalle truppe tedesche in ritirata, forse come reazione ad atti di sabotaggio o semplicemente in ottemperanza al bando del Capo del Comando Supremo della Wehrmacht (OKW) - il Feldmaresciallo Wilhelm Keitel - che prescrive alle sue truppe il trasferimento coatto della popolazione maschile presente sul territorio italiano. È il 9 ottobre 1943 quando Pezzato viene catturato e rinchiuso con altri 127 giovani nel carcere di Piedimonte d'Alife (oggi Piedimonte Matese, in provincia di Caserta). Il 13 ottobre ritorna in libertà insieme ad altri compagni di prigionia, verosimilmente in seguito a un tentativo di evasione andato a buon fine grazie all’aiuto del maresciallo dei carabinieri preposto alla loro sorveglianza. Rifugiatosi in contrada Odi di Faicchio (CE) con Rosario De Leva (di 16 anni), Franco Dusmet de Smours (di 18) e Benedetto Bove (di 19), i quattro giovani vengono subito ricatturati dai nazisti e immediatamente uccisi. I loro corpi sono rinvenuti dalle truppe alleate nella chiesetta di campagna di S. Francesco, il 18 ottobre successivo.