Seleziona una lettera dell’alfabeto: A B C D E F G I J L M N O P Q R S T U V Z

Ivan Silvestrini



PRESENTAZIONE

L’immagine riproduce una foto a busto intero di Ivan Silvestrini. Di anni 20, agricoltore. Nato a Fabriano (Ancona) nel 1924 da una famiglia di tradizioni antifasciste, dopo l’8 settembre 1943 si unì ad un nucleo partigiano, che in seguito si sarebbe organizzato nel distaccamento «Lupo», formatosi sulle pendici dei monti di Capretta e operativo nell’alta vallata dell’Esino. Dopo mesi di attività, tra cui l’importante attentato del febbraio 1944 ad un treno carico di reclute presso la stazione di Albacina che ne aveva determinato la liberazione, il 12 aprile Silvestrini subì un primo arresto ad opera di una squadra fascista comandata dal tenente Antonio Gobbi. Trattenuto in carcere insieme ad altri partigiani e ad alcuni fiancheggiatori, fu rilasciato pochi giorni dopo. Il 30 aprile fu nuovamente arrestato a Melano insieme all’amico diciannovenne Elvio Pigliapoco. I due giovani furono dapprima avvicinati con un pretesto dal milite della GNR Amleto De Vitis, poi minacciati con una pistola e infine condotti al quartier generale di un distaccamento delle forze armate della R.S.I. dislocato presso le Scuole industriali del paese. Pur sottoposti a violenti interrogatori, Silvestrini e Pigliapoco non rivelarono la posizione del gruppo «Lupo». Persistendo nel silenzio furono imprigionati nelle carceri di Fabriano ma già il 2 maggio furono condotti al cimitero di Santa Maria per la fucilazione. Mentre Pigliapoco accettò i conforti religiosi del parroco don Davide Berrettini, Silvestrini li rifiutò gridando verso il plotone d’esecuzione: «Viva il comunismo!».

Autore della presentazione: Enrica Cavina

DATI ANAGRAFICI

ATTIVITÀ NELLA RESISTENZA

BIBLIOGRAFIA

COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

INFORMAZIONI REPERIBILI IN ALTRE BANCHE DATI